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GRAN SASSO D'ITALIA - ALBA DAL RIFUGIO FRANCHETTI
13 Luglio 2008 - Rif.Franchetti - Valle delle Cornacchie sul Gran Sasso d'Italia

Circondato dal legno del rifugio, osservo le pareti vertiginose del Corno Piccolo, che si ergono poche centinaia di metri di fronte a noi. Alle nostre spalle, invisibili, coperte da pesanti nubi che si muovono velocemente, ci sono le pareti periferiche del Corno Grande. Siamo qui per fotografare l'alba, domani mattina!
Le pareti del Corno Grande si svelano appena, avvolte in modo suggestivo dalle nubi che hanno accompagnato il nostro cammino verso il rifugio. Le nubi sono piuttoste fastidiose in montagna, però aiutano a rendere i paesaggi più interessanti, e la fotografia non può che giovarne!
Il rifugio Franchetti (dove dormiremo stanotte) è costruito su di uno sperone tra i due corni, nel Vallone delle Cornacchie (che non mancano).
Il Gracchio Alpino, molto confidente a causa dell'abitudine e del cibo, ci da il benvenuto al rifugio. Tuttavia sembra piuttosto incuriosito dall'amico Gianluca.... ;-)
Dal terrazzo del rifugio, oltre ai due Corni, si ammira la vallata abruzzese, che scende prima ripida, poi dolce, verso il mare.
La vallata del teramano, visibile dal Franchetti. L'arcobaleno rende ancor più bello il panorama che possiamo godere quando le nuvole si dissolvono per pochi secondi...
Dall'altro lato, il sentiero prosegue verso Passo Due Corni. Piove a dirotto e tira vento, così il rifugio immerso nella valle ispira sicurezza. Siamo arrivati (con Gianluca) giusto in tempo: le prime gocce sono iniziate a cadere appena entrati nella verandina del rifugio. La seggiovia ci ha portati velocemente dai Prati di Tivo (1500 s.l.m.) alla Madonnina (2000 s.l.m.). Poi un tortuoso sentiero roccioso che costeggia a est il Corno Piccolo ci conduce fino al Franchetti, in un'ora circa di cammino. Lo spettro della pioggia ci accompagna, ma siamo fortunati. Al rifugio ci aspettano cioccolato caldo, polenta, salsicce e via dicendo... Fuori a far compagnia, sotto l'acqua, ci sono delle cornacchie (Gracchio Alpino) molto confidenti e un sordone meno amichevole, che per il momento ci ha concesso una sola foto...
Oltre ai gracchi anche un sordone, molto più diffidente, a farci compagnia...
14 Luglio 2008, ore 6.30 - Rif.Franchetti

Il vento non ci ha dato respiro, nel corso della notte. Con insistente costanza, ha sferzato il rifugio rendendo il sonno agitato. Quando suona la sveglia, alle ore 4.45, gli occhi sono già aperti. Fuori albeggia, ma non è semplice abbandonare il letto per affrontare la tormenta. Bisogna andare comunque, siamo qui per questo! In punta di piedi per non svegliare gli altri ospiti, scendiamo le scricchiolanti scalette in legno fino al piano terra, poi ci copriamo e usciamo all'aperto.
Gianluca tenta qualche scatto appostato sullo sperone, utilizzando impropriamente, per coprirsi, una mantellina anti-pioggia. Interessante l'effetto vela che può generare questo indumento: da un momento all'altro, mi aspettavo di vederlo svolazzare nella valle. Meno male che è un esperto paracadutista... ;-)
Il momento è suggestivo, il sole sta per sorgere. Tuttavia non è ancora l'attimo migliore, tanto vale godersi l'atmosfera al riparo della parete del rifugio. Non vale ancora la pena rischiare di essere trascinati via da una folata di vento, e Gianluca torna accanto a me.... ;-)
Il vento è terribile e di tanto in tanto dobbiamo rientrare, ma quando il sole spunta dall'Adriatico, sopra la valle teramana, lo spettacolo è mozzafiato.
Una nuvola scopre il sole giovane del mattino, e i primi raggi colpiscono la roccia: la foto che siamo venuti a fare è pronta per essere scattata... non si può sbagliare, questa luce durerà pochi minuti!
I pinnacoli del Corno Piccolo si accendono di arancio, le nuvole sospinte dal vento nascondono a tratti il sole, rendendo la luce ancor più infuocata.
Le pareti del Corno Piccolo, bagnate dalla prima rossa luce della giornata...
Gianluca si gode lo spettacolo...
Il riflesso sull'acqua ci svela il mare in lontananza, man mano che le verdi colline della valle prendono vita. Pochi minuti e la luce è già diversa: normale. Rientriamo al rifugio infreddoliti, per la colazione dovremo attendere ancora un'ora! C'è il tempo per scrivere sul quadernetto quanto appena vissuto...
Il Rifugio Franchetti visto da dietro, appena dopo l'alba. Sullo sfondo, le pareti del Corno Piccolo
E' ora di ripartire: un ultimo scatto al Corno Piccolo (anche se la luce non è più quella di prima) e poi di nuovo in marcia: troveremo la seggiovia chiusa, quindi dovremo aggiungere un'ora di cammino a quella già prevista, nonostante il biglietto di ritorno già pagato! Grrrr....
Un ringraziamento ai gestori del rifugio e un saluto ai compagni di cena! Grazie anche a Gianluca per avermi accompagnato nonostante il poco preavviso e le previsioni del meteo avverse!
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